Betzo

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martedì, 13 giugno 2006
Addio, arrivederci, e cose cosi'

Ho deciso di smettere di scrivere. L’ho deciso oggi, anzi ieri, mentre spaccavo i viali andando in facoltà. Non c’ho pensato molto. E’ sorto cosi, come un ispirazione, in idea, un lampo di genio, insomma quelle cose per cui mi facevo contento. Ho deciso di non entrare nell’aula accendere l’amico mac e mettere tutto per iscritto. Che poi fa un po ridere il dire che smetto di scrivere scrivendolo. Probabilmente è una cosa momentanea, altrettanto facilmente sarà invece definitiva. Queste righe le lascio qui, alla mercè di spioni amici guardoni gente semplice e fancazzisti di internet. Ho molto da fare questo periodo, e sto indirizzando la mia vita verso scommesse non facili. Con protagonisti ignari, e a volte contrari. Sono giovane e sto decidendo come se avessi quarant’anni, e forse non sono più giovane come pensavo ed è il caso di prendersi un po di questa maturità che dovrei avere. Quindi ciao a tutti, anche se da qui vuoi un po’ perché scrivo sempre meno vuoi perché c’era un mondo ma s’è disintegrato contro il tempo non passa più molta gente. Spero un giorno di riscoprire il piacere di lasciarsi andare alle parole, senza misurarle o volerle usare per nascondersi, o uno qualsiasi delle migliaia di funzioni che possono avere. Grazie di tutto, a me, a voi, a chi mi sta vicino, a chi se n’è allontanato, a chi fa su e giù, prende un caffè e poi sparisce. E’ un bello sport, fidatevi.

E giacchè rileviamo qualche dettaglio và. Mi chiamo Raffaele, ed è inutile sviolinare la semilunga lista dei miei soprannomi, anche perché il web è grande e bene o male è collegato al mio lavoro, e svaria gente che ne è coinvolta non mi piace entri nella mia vita. Anche se attraverso un blog. Vengo dalla provincia di Lecce, ma al momento sono di passaggio spero.non.stabile su milano, al politecnico, nelle serate, in rotazione sui giradischi, sulla mia sedia ikea “stefano”, su treni aerei o su uno scooter autore di questo blog, betzo. Insomma, in giro. Venerdi lo porterò a fare il tagliando. E inizierà qualcosa di nuovo anche per lui. Fondamentalmente la sensazione di poter frenare, e di averne addirittura due, di freni. Sensazione nuova, per lui. E anche per me. Anche quando non vado in scooter.

Un saluto al volo a tutti, primi fra tutti mau, tommy, anju, buffalo, landi, geck, e tutta quella gente amica e non che passa di qui e legge. Un bacio a lei, che mi sta accanto, o almeno tenta, e ai miei pensieri che non hanno mai raggiunto queste pagine. Questo non credo sia un addio, probabilmente un giorno tornerò. Chissà forse domani domani, o se davvero son bravo a sognare forte, sullo scaffale di qualche piccola libreria di quartiere. Ma questa sarà un'altra storia. E di storie qua su non ce ne sono più.


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lunedì, 27 febbraio 2006
la novità è perloppiù scarsa

Come magari qualche vispo nota, è cambiato il template. anzi, la combinazione di colori. Un passo alla volta, questa fa cagare, per'altro mi si è aggiornato il colore del testo solo di alcuni posts, piano piano provvederò a far funzionare tutto e a non urtare la sensibilità dei vostri occhietti cari carucci, cecatevi. Da buon cinico oggi pensavo odio i blog, poi da manuale ho pensato cazzo io ho un blog, e m'è tornata in mente una battuta del nuovo spettacolo di Albanese che citava "io non ho nemmeno una password". Io si, ne ho a palla, e ovviamente, in barba ai principi di sicurezza acquisiti in anni e anni di web è pressocchè la stessa per tutto, dal conto in banca all'email scrausa inutilizzata. Navigavo in giro per la rete e mi sono imbattuto nella donnapolaroid che dai suoi 26anni (ehmehm citare l'età di una donna è maleducato come chiederla?) riassume il mio stato d'animo pre.esame: ".. sono in uno di quei momenti in cui mi sento l'unica ex liceale promettente di un corso X che è rifinita a fare la casalinga con sette figli .." e divagazioni varie sul tema. Ora, da ste pagine trasuda angoscia tristezza e sgomento e tutte quelle cose che rendono blog e diari per lo più o incredibilmente simili o incredibilmente noiosi ma, senza voler primeggiare su tutti i colleghi di noia, sinceramente me ne frego alquanto. Come da buon luogo comune scrivo per autoreferenzialità e sfogo personale e quindi carburo parole li per li senza tanto pensarci. Che poi è da un qualche giorno che tra un simpson e un altro penso di chiuderlo sto blog, e ricominciare le vecchie emai, riallacciare rapporti con gente che non vedo e non scrivo da mesi e soprattutto ditemi un po' sta cosa che i post devono essere concisi senno si perde l'attenzione del lettore. Una sorta di buonissimo bicchiere di vino ma guai a scolarsi la bottiglia. ma vaffanculovà.
Comunque, come accennavo prima, andai ordunque a questo spettacolo d'albanese, psycoparty, teatro smeraldo. Con betzo, ovviamente, e stefano che si prestò alla novità del teatro. Che poi, parliamone, Betzo, è uno scooter. Molti lo sanno, qualcuno fino a mo' l'aveva intuito, ma si tratta di quello. E cosi su due righi sputtano tutto? Ma si dai, facciamo conoscere il tutto.
Betzo è una sorta di sostituto momentaneo della Betzy, la mia automobilina (già sta cosa di dare il nome alle cose -per'altro solo betzo e betzy hanno un nome e vorrei precisarlo- mi fa sembrare alquanto infantile, poi scrivere automobilina è proprio un invito a cena al pregiudizio...) che sta a casa mia, dall'altra parte d'italia. Una 500, non modello classico, una verde metallizzato relativamente nuova, che più che altro è il sinonimo fisico e tangibile della mia indipendenza, mentale (per quanto ci si possa credere), diciamo intellettuale, fisica, e se vogliamo in parte economica; oltre a tutta una serie di ricordi vite rischiate notti insonni e notti di dormite al volante e posizioni scomode e lividi e alcool e viaggi in improbabili vie e la salerno reggiocalabria a sfidare la tempesta e tutte quelle piccole cose che solo chi nella betzy c'è stato sa. A milano la betzy oltre ad essere un lusso che non posso avere, non c'è mai arrivata, e ci sta betzo. Che nel traffico mi rende comunque agevole lo spostare queste annose membra e mi dona una sorta di indipendenza che dopo anni di mezzi pubblici e orari imposti apprezzo. Tuttavia betzo non essendo solo un oggetto, ma una sorta di proiezione della mia indipendenza anche dal dizionario italiano visto che uso i termini a caso perchè non mi vengono quelli giusti, ha quindi una sua identità se vogliamo anche solamente una sorta di pretesto e un gioco di terza persona che mi aiuta a scrivere. Oltre al fatto che Betzo comunque ha un volto e delle sembianze ed è esattamente l'omino alla bottiglia che controlla tutto da li su. Bel pippone no? Beh, ora che sapete tutto, preparatevi, il resto vi sembrerà noia.


Postato da: betzo alle 02:19 | commenti | insulti saltuari, cose superflue, girovaganze

lunedì, 13 febbraio 2006
vaffanculo

Vaffanculo a me. Prima di tutto, e niente sofismi. Se non esistesse il Mio punto di vista, il Mio orgoglio, la Mia visione delle cose, e tutte quelle minchiate che fanno di Me un Io non esisterebbero tutti quei problemi del cazzo per cui io mi sento, ne provo l’esistenza su questo Me che se non esistesse e non pensasse e non sentisse e non provasse soprattutto non ci sarebbero emozioni brutte di sorta. E quindi vaffanculo a Me. Emozioni insoddisfazioni dolori hype e depressioni comprese. E se perdo in questa bolgia qualche frammento di felicità, restami accanto e ricostruiscimela ti prego ma fa che io non senta più questo Me pulsarmi dentro. E quindi vaffanculo per me e non romperMi i coglioni.


Postato da: betzo alle 00:22 | commenti (1) | insulti saltuari, cose superflue

martedì, 31 gennaio 2006
mancavo di più a me

Prima di tutto mi scuso con te, raro lettore di questo blog, per le tue visite degli ultimi giorni rimaste deluse. Vedi, sono stato impegnato. In realtà qui il mondo cresce intorno a me e la cosa mi sconcerta. C'è chi parte va dall'altra parte del mondo, fosse anche a pochi chilometri da qui e fa scattare in me la molla della mancanza. C'è chi passa chilometri per riscoprirsi ragazzina, e dopo anni passati a credersi vecchia è contenta di scoprire queste ventate di freschezza, chi finisce le giornate stanca morta e senza di me. C'è persino chi si ricorda di me a un passo dal matrimonio e con un figlio in grembo, per poi far saltare tutto e se fosse un film m'avrebbe chiesto di sposarla e io avrei detto no, lei avrebbe pianto e avrebbe detto "dille che è proprio fortunata".  E'successo tuttavia in parte. Che vita interessante vè? Mettici anche che sto facendo un sacco di contante con effettivo poco sforzo, ma la contentezza mi sfiora come l'hype, solo a momenti. Ieri si discuteva che la monogamia è dettata dall'egoismo. Pochi minuti e la soluzione logica in realtà è stata il contrario. La poligamia è un egoismo. E come tale, l'animale egoista umano ne aspira per mettere a tacere la coscienza. Però ci sta il cervello, che fa uscire fuori quello che è il cuore. E via su per giù verso discorsi apocalittici e melassati fino alla totale noia.Restavo solo in silenzio col piano di amelie.
Ho passato il vecchio pc su un nuovo hd e questo ha portato più stabilità, ma infinita incertezza. Una delle poche certezze della vita è la playlist di winamp costruita di canzoni che senti tutto il giorno, selezionate noiosamente nei mesi e li, sempre a darti soddisfazione. Non per il lavoro nel selezionarle, ma perchè se durano mesi effettivamente non saran cosi sbagliate. Poi fondamentalmente non beccare Mau la mattina mi sta cambiando a poco a poco. Mi chiedo che faccia, se è contento, se l'apnea lavorativa e sociale che ha (da me forse solamente) adottato funziona. Son contento per lui, per il suo blog, anche se va a rilento anch'esso.
Giacchè ci sono ciao Chen, che so che passi, tuo malgrado, da qui.
Cancello qualche post vecchio di una riga sola, anzi no ho cambiato idea. Ieri sera m'è stato detto da Buffalo, my best friend ova years, suvvia andiamo di tribute stanotte, la seguente frase che esorcizzo tra queste pagine, seppure html: "Quando non ci sarai più, ci sarai comunque". Li per li l'ho presa per un, scasserai sempre il cazzo. Poi tra un po d'emozione mentre accendevo betzo e lo sbloccavo dal palo slegando la catena m'è stata spiegata che alludeva al caso di mia dipartita ultraterrena E che sarei mancato. Il punto è che nessuno di noi due, e nemmeno betzo, ha mai programmato, nè intende farlo, dipartite varie. Ma nemmeno gite domenicali. Quindi bestemmiando ho esorcizzato nel casco tutto quanto.
E' che quando si è tristi si pensa a cosa c'è di bello. E forse un amico li diventa apprezzato come tesoro. Ma quante parole e luoghi comuni sto sparando oggi? Sarà la stanchezza. E poi mi mancava scrivere, anche se non ho niente da dire.


Postato da: betzo alle 03:17 | commenti (2) | visioni, insulti saltuari, cose superflue

lunedì, 19 dicembre 2005
mi piace temporeggiare

"Tu, fino ad ora, per me, non sei che una ragazzina uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unico al mondo." Il Piccolo Principe. al femminile.
Una volta tanto tempo fa una ragazza che amavo mi regalò una svegliapiccolissimaminuscola con la scritta "vola solo chi osa farlo". Ora, non ricordo  preciso se fosse presa dal gabbiano jonatan livingstone o da qualche libro di garcia lorca, che ci prendeva molto. Ora se avessi continuato il corso di teatro minimale corale oggi andrei alle prove della messa in scena del gabbiano suddetto. Peccato, era stimolante.
Si prospettano delle gran belle vacanze. Amiche che partono e che vorrei salutare mille serate la ricerca della dovuta intimità e del tempo che c'è bisogno tentando di farle capire che lei c'è sempre e non è subordinata a niente e perchè no, qualche pagina di studio? In fondo ci son solo sei esami a febbraio. E incastrare come al solito la mia vita in modo meno doloroso possibile in quella della mia famiglia. E la cosa peggiore che mi puoi dire è che non ci sarai. E' farmi perdere prima che inizi la partita. E non puoi punirmi cosi senza motivo.
Non ho tempo per scrivere. La mia vita quotidiana è diventata talmente ingombrante che ora ho davvero qualcosa da fare. Incredibile. E non ho il tempo di tornare e scrivere tutti i miei racconti che betzo mi suggerisce mentre sbanda nel traffico milanese e io parlo da solo (con lui) nel casco blue. E non ho potuto scrivere di colui che "gliamicimichiamano gasz" del suo amore enza e del fratello viscido, perchè il viscido attira sempre. Insomma, sono costretto in queste claustrofobiche 24ore e il bisogno di dormire e cazzo la posta chiude sempre presto e i negozi i supermercati non sono mai aperti quando vorrei.
Odio il tempo, è una dimensione sola. Come una retta, e devi allinearci le cose, le persone, e devi dividere i pezzi di retta. Ma non è na retta è come na barretta di cioccolato, finisce subito, e tutti restano scontenti. E io incazzato perchè restano scontenti. Soprattutto qualcuno in particolare. D'altronde a nessuno piace fare la fila, senza volerlo. Quindi, lo odio, il tempo. Per questo metto a tempo qualsiasi cosa, sarà un modo arcaico di riscatto tentando di dominarlo? Grazie a dio nei lauti pranzi e cene natalizi queste pippe mentali affogheranno in lardo fritture e vino. E Valloncio mi salverà inondandomi di sontuose ricercatissime cazzate.
Che poi oggi winamp mi sta girando roba tipo pussycat dolls limp bizkit maxim con skin e altre abominevoli corbellerie che mi chiedo come cazzo siano mai arrivate nella mia playlist. E come faccio ad avere certi mp3. Cazzucazzuyuyu.


Postato da: betzo alle 12:51 | commenti (2) | visioni, insulti saltuari, cose superflue

martedì, 06 dicembre 2005
di plastica sopravviveremo

In realtà tutto risale a quando la plastica non c'era. S'era più seri, ci si sposava prima, perchè i condoms eran primitivi e non funzionavano, si era più contenti forse e più a cuor leggero, si lavorava si campava e la miseria non andava in tv e non diventava famosa. Poi Eugenio Natta, a cui l'omonimo dipartimento di chimica del politecnico di milano è stato dedicato, ha inventato, sponsorizzata montedison, il moplene, antenato della plastica, e loro, lungimiranti, gli diedero il premio nobel nel 1960. Meno di cinquant'anni fa, e senza spargimento di sangue. E via di sfuggita verso il 1980 la tv le auto in non solo ferro la leggerezza nelle cose e le nuove linee tutte tonde le protesi al seno gli adolescenti protetti da palloncini addominali e l'hiv che nonostante questo profilica. Però c'erano sempre i treni. I forni, e le caldaie. Perchè ci si riscaldava e si viaggiava comunque anche all'epoca. E dato che bisognava comunque o trattenere il calore (dei forni) o evitare che ci si congelasse (nei treni) vi accenno al concetto di coibentante. E' una sostanza che trattiene il caldo. Non ci passa attraverso. Come nei termos per il caffè, pure quelli tra la parete interna e l'involucro esterno sono coibentati. Bene, tutti penseranno ora alle guaine di gomma, ma mi spiace, la plastica non c'era. Che s'usava? L'amianto. Una sorta di roccia sbriciolabile e rimontabile nella forma che più si vuole. Fino a quando la plastica non arrivò, l'amianto dimostrò di non avere le palle, anzi, di crearle, perchè si sbriciolava, le fibre nei polmoni anche se inspirate 1 sola volta vi si incastravano, facevano i bozzoli e dopo 10 anni ecco qui i tumori.
Quindi, ammetterò, la plastica c'ha salvato. Le cave di serpentinite e aragonite (rocce che contengono il nostro amico) vennero lasciate a se stesse a riempirsi di erbe vecchiaia e a seminare morte col vento. Poi, d'un botto ci si accorse che s'era data un tetto a mezz'italia con l'eternit (quei pannelli ondulati che vedete sulle masserie) pieno zeppo d'amianto e che qualcuno moriva tra atroci dolori, ma quello è un altro discorso. S'era giovani inesperti e ancora senza condoms. Si son fatti degli sbagli, ci si evolve per questo.

Ma torniamo a noi. C'è qualcuno in val di susa che è proprio incazzato. Un sacco di gente co -3 gradi dorme fuori per la strada. Lasciandoli n'attimo al freddo vi spiegherò che esiste una mappa, per cui s'è speso miliardi, geologica d'italia. Ossia ci s'è messi là a traforare e vedere cosa abbiamo sotto i piedi nel 99% del territorio nazionale. Sotto la val di susa c'è della roccia, che vi dirò in segreto si chiama pecneblenda, che ha una piccola componente fastidiosa. L'uranio. Finchè sta sotto terra, diciamolo, l'uranio non rompe il cazzo. La differenza tra quell'uranio e quello delle centrali è un po come tra il gasolio e la benzina. Il primo non prende fuoco subito co na sigaretta come la seconda, ma un bicchiere di entrambi o una notte a letto con il pavimento con 2 cm di liquido vi uccide comunque. E per di più è volatile, l'uranio. Ossia prendi su na pietra, la frantumi, la polvere col vento vola, perchè a fà gli scavi per na ferrovia non è che li si fà sottovuoto, e la gente respira. Il materiale tolto dalla montagna lo si accumula, il vento lo trasformerà in collina limandolo e le polveri finirando nei polmoni degli abitanti della val di susa. Lo si sa da 20anni. Li non si scava. Anche perchè oltre all'uranio, c'è anche il nostro amico di prima, l'amianto.

In italia, non sembra, ma siamo comunque avanti. Perchè abbiam delle leggi che impediscono a qualsiasi idiota di fare na buca e buttare la merda a cielo aperto e darla nei polmoni a tutti. Per qualsiasi scavo ci vuole la VIA, leggi valutazione impatto ambientale. Però in italia abbiamo anche il ministro Giovanardi, che s'è messo su una legge che gli permette di aggirare la VIA per le grandi opere pubbliche che il governo attuale ha promesso e deve metter su per non fare la figura del completo ammasso di coglioni. Almeno, non darne la parvenza. Bene, in italia molte opere pubbliche non sono mai state fatte non solo perchè qualcuno si rubava i soldi, ma anche perchè, come il ponte di messina, sono campate in aria, recano morte, e non in 1-2 anni, ma per i prossimi cinquanta. Tutto quello che ho scritto lo si trova nei giornali, nei telegiornali, e nei dibattiti in tv, mica me lo invento. Studio solo ingegneria edile, e so che per forare per 10km una montagna si buttan fuori due colline di roccia e terra. E se quella roccia mi avvelena, e avvelenerà i miei figli, io mi incazzo, e la notte in strada a bloccare le palameccaniche me la faccio. E sia se poi la polizia mi carica come se fossi allo stadio, dicono che tra i miei parenti ci son terroristi e in tv ci faccio la figura del montanaro imbecille che non vuole i tralicci dell'elettricità perchè li porta il diavolo.


Postato da: betzo alle 23:33 | commenti | visioni, insulti saltuari

mercoledì, 30 novembre 2005
j'y suis jamais allè

Io il francese non lo so. Per molto tempo a causa di un professore dimentico della sua professione l'ho odiato, fino a un contraddicente viaggio a Parigi dove ho rivalutato molte cose, dalla mia imbecillità alla lingua, ad amelie e alla commessa del mc donald, que je ne suis pas parisien mais je ne veux pas aller a mon pais with toi dans mes yeux. e lei che sorride mi porge il mcmenu e via verso l'aeroporto. sono spesso in viaggio, non capisco spesso perchè ma me ne organizzo spesso e odio i treni e le loro attese, l'odore di stazione e l'idea di essere in un posto fuori dal mondo dove nessuno vuole stare e tutti vogliono partire o tornare a casa. non devo esser felici le locomotive, a sentirsi sempre odiate usate parcheggiate e poi nemmeno salutate. ps: grazie delle visite, sono lusingato.


Postato da: betzo alle 01:08 | commenti (1) | insulti saltuari, cose superflue

domenica, 27 novembre 2005
di tempo fa ma comunque attuale

No. Aspettate, altrochè. Prima però bisogna che anticipi qualcosa su Luca. Dicesi Luca un uomo, di un quarto di secolo, mezzo biondo, ma non tinto, proveniente dalla Valtellina, zona a me sconosciuta prima dell'arrivo di Luca, e credo che finchè lui non arriverà a casa vostra, nemmeno voi saprete dov'è ubicata la sua residenza. Probabilmente, nemmeno lui conosceva il mio posto d'origine. Luca vive a casa mia, anche se ha una casa. Non ci dorme, grazie a Dio, perchè questo credo porrebbe un freno alla sua esistenza, e gioia di vivere, qualche ora quotidiana, in casa mia. Lui quindi conosce anche Iberna, e i suoi prodigi. 

Luca, ha un piccolo particolare, che lo distingue da tutti gli altri. E' unico, e con questo non voglio dire che sia stupido, o idiota, o genio (..), mi limiterò a usare la parola Unico. Nella sua Unicità, luca delira periodicamente. Ma si tratta perlopiù di deliri che dalle sue parti son presi per normalità. Tipo io uso Luca come modo per apprendere i Simpson. Lui durante i simpson si piegà a metà dalle risate, fa a pezzi i divano contorcendovisi, fa urla e grida, che ti fan capire che quella puntata, e quel momento dei simpson, è esilarante. Io sorrido, ma ora grazie a luca, apprezzo di più i simpson.


Postato da: betzo alle 11:39 | commenti | insulti saltuari

lunedì, 07 novembre 2005
Stupidità nervosismo e latenza

Terrozzato dalla stupidità del mio post di oggi dopo mezz'ora di vita l'ho cancellato, sinceramente, non si poteva leggere. Ed eccomi qui, 1:55 del mattino Smashing Pumpkins consigliati da buffalo e sensazione stizzosa che mi stia fregando da solo. Un concetto un po tutto suo. Il nervosismo mi permea la pelle, l'inattività mi blocca su una scrivania bianca claustrofobicamente invasa da cianfrusaglie telematico industriali di ogni tipo e telecomandi e ciappatrice. Meno male che mi manca il tabacco, e il quadro sarebbe squallido al completo. Tra qualche ora torna la presenza costante che vigila inconsciamente sulla mia coscienza e spero forse in quella per risvegliarmi, e forse sfogare un po di nervosismo. Quello che temevo sta per succedere, quando l'onda di piccoli fastidi rischia di diventare più importante dell'obiettivo finale, e induce a desistere. Devo fermarmi un passo prima, questa volta non voglio. Manca poco, i tempi per quanto si restringano sembrano dilatarsi nervosamente e tim burton parla come gaughin un caffè decaffeinato mi retrogusta la gola di bruciato e una sensazione di fastidio mi pervade fin dietro la schiena. basta, vado a letto, li tutto finirà, o forse no, ma sicuramente l'incompiutezza o il sentore della tale finirà. E per non esser da meno betzo ha spaccato contro qualcosa la sua bottiglia. Merda.


Postato da: betzo alle 02:03 | commenti | visioni, insulti saltuari, polygonate

venerdì, 07 ottobre 2005
allarmi e imbecilli

Il rischio di scrivere di terrorismo e paure è di sembrare ai posteri, soprattutto a quelli tra qualche giorno, dei perfetti imbecilli. Perchè se le paure si avverassero tutte le parole sarebbero vane e sembrerebbero di troppo e fuori luogo. Ma da convinto imbecille senza aspettare giudizi posteri continuo. Oggi Bush ha ricordato alla sua gente che il pericolo è vivo, son stati sventati 3 attentati di cui però non si sa nulla più, e guardacaso nei prossimi giorni ci sta un generalizzato allarme per la metro di new york per tali 19 uomini con valigette esplosive pronte a saltare. Perchè 19? Non si sa. Perchè valigette? Non si sa. Perchè proprio li? Segreto di stato. Ma son stati fatti degli arresti. o meglio, la formula usata è "a New York le forze dell'ordine non hanno fatto arresti ma non è escluso che ne abbiano fatti altrove". A rivelare tutti i dettagli come "mai prima", un disperato, anzi, un "insorto" catturato a baghdad pochi giorni fa. Come dire tutto e il contrario di tutto. Allarme sempre arancione, come da mesi. E tutto questo panico pre bomba a cosa serve? alzare la guardia sembrerebbe la cosa più semplice, e invece sempre arancione. Cosa significhi? Non si sa bene, è uno dei 3-4 livelli con cu i spaventare la gente dicendogli nulla ma facendo vedere che qualched'uno li sta proteggendo. Ma al singolo che cambia? Niente, non sa di cosa si parli, è benedetto dal colore e da quello decidere se farsi scattare o meno l'attacco di panico o di compere di oggetti inutili. E poi, in finale, la formula forse risolutiva di tutta la faccenda, il sindaco di newyork, Bloomberg, ha concluso "ha assicurato che "non baderemo a spese per avere tutti una vita più sicura". E questo fomenterà chi per lui.
E i militari che dovevano soccorrere i disperati di new orleans erano altrove a spargere democrazia come sale, e in qualche modo dovranno esser pagati. Basta, fine.


Postato da: betzo alle 01:38 | commenti | insulti saltuari, cose superflue