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Sotto il letto è rimasta molta polvere, lunghi capelli e un fazzoletto. Non ci sono più i cartoni le magie e il mio letto a dispensa. Non c'è più la valigia sulle lenzuola, l'armadio viaggiante poggiatutto pieno di regali. Sei rimasta sul bordo di una tazzina nella fretta del mattino tra le lenzuola. Il piumone è tornato a essere tale, e non una vela sui sogni, s'è agganciato alla base del letto e pretende di tenermi caldo col tuo odore. Ti aspetto dietro la porta sicuro che rientrerai da un momento all'altro, come se niente fosse stato, pulman aereo volo e chilometri altrove. Il cellulare squilla di meno, quasi scontento che rispondo. Qualcuno mi chiede chi era e io non ho più parole. Tutto ha ripreso a funzionare, dal mouse alla moka del caffè, la doccia gocciola ancora dopo che s'era ridotta per avere l'acqua calda per te.
Il tuo pigiama mi guarda, e si rende conto di essere un pigiama, e che non lo guardo più come fosse un vestito da sera da prima alla Scala. Brera si sente più sola, e non lo sai ma piove.
Betzo non dice niente, sta nelle segrete e si lamenta che chi gli da ospitalità sia un porco. Io sto qui, mangio la tua cioccolata che tra una voglia e l'altra non ti ho dato, e t'aspetto.
Non credevo m'avresti sconvolto cosi, ancora, dopo tutta questa vita.
