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Domenica sera. Di un anno, e quanti mesi. Non pensavo potesse vacillare tutto cosi, in un respiro diverso, in un senso di confusione, letto nel suono delle parole. Ero riuscito a zittire la paure che il passato ritornasse, che non fosse passato. E che io, da un momento all'altro, avessi bisogno di risposte, a domande che non ho mai voluto fare. Forse non le farò nemmeno stavolta. Non chiederò il perchè, qual'era la sensazione precisa, oltre il solito "boh, non so" di quella confusione. Starò qua. Dovevo voglio stare. Non ho visto nè sentito, non voglio sapere. Non voglio chiedermi fin dove è vero quel che vedo. Passerà. E' passato.
I cd che sento sono tutti vecchi. Ricordi di uno che fu. Ho messo su ben harper giusto che la buona musica non passa mai di moda, io ne dovevo essere esperto. Mi tremano i vetri i piedi e il pavimento, il solito camion che passa le solite quattro mura questa cella gialla da anni e dopo tutto sto tempo ancora qui, a macinar soldi senza futuro in questo mulino a vento con la paura che cessi di soffiare e che tutto crolli, anche tu. Anche io.