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giovedì, 22 febbraio 2007
Mi svegliò alla fine

  • Questa sera sono solo. Lo appunto su un foglio word tra nella confusione di una giornata finita con emozioni inaspettate. Non esattamente belle. Rileggevo qualche cosa, mille post-it sulla finestra, numeri di telefono appuntati, sensazione di aver sbagliato, di non essermi controllato, di aver esagerato. La sensazione d’essersi sbagliati è una strana amica. Io che di una strana amica ne faccio una moglie, forse è il caso che non usi questa parola. E’ una strana cosa però, mette tristezza, e mi siede nell’angolo del sentirmi inutile. Più di una sensazione, un incubo a sogni aperti. Ma passerà anche questo, è molto strano come effettivamente con lei le cose passino davvero, vengano quasi dimenticate, e si scopra nuova vita tutti, o quasi, i giorni.
    Ho abbassato le difese, e le attenzioni. Forse sono stanco o non lo so, invidio i bambini e i ragazzi dalla curiosità morbosa che si chiedono il perché di ogni sguardo. Forse questo monitor inutile che mi da i mezzi per procurarmi altra inutilità è complice di questa mia sempre più grossa mancanza.
    Forse ho gli occhi stanchi, forse non si svegliano, restano chiusi ad occhi aperti e non vedono la realtà. Chissà se ti sento stasera, magari per una volta ti chiamo, e ti precedo sul tempo. Sperando di non togliertene, di tempo.


Postato da: betzo alle 21:23 | commenti (1) |

domenica, 04 febbraio 2007
Non si possono chiudere le orecchie

Domenica sera. Di un anno, e quanti mesi. Non pensavo potesse vacillare tutto cosi, in un respiro diverso, in un senso di confusione, letto nel suono delle parole. Ero riuscito a zittire la paure che il passato ritornasse, che non fosse passato. E che io, da un momento all'altro, avessi bisogno di risposte, a domande che non ho mai voluto fare. Forse non le farò nemmeno stavolta. Non chiederò il perchè, qual'era la sensazione precisa, oltre il solito "boh, non so" di quella confusione. Starò qua. Dovevo voglio stare. Non ho visto nè sentito, non voglio sapere. Non voglio chiedermi fin dove è vero quel che vedo. Passerà. E' passato.


Postato da: betzo alle 22:06 | commenti (1) |

sabato, 03 febbraio 2007
Solita musica

I cd che sento sono tutti vecchi. Ricordi di uno che fu. Ho messo su ben harper giusto che la buona musica non passa mai di moda, io ne dovevo essere esperto. Mi tremano i vetri i piedi e il pavimento, il solito camion che passa le solite quattro mura questa cella gialla da anni e dopo tutto sto tempo ancora qui, a macinar soldi senza futuro in questo mulino a vento con la paura che cessi di soffiare e che tutto crolli, anche tu. Anche io.


Postato da: betzo alle 00:20 | commenti |