visitato *loading* volte
mi ricordo vagamente di quel periodo in cui i giorni erano tutti uguali. quasi quasi davan sicurezza. vabbeh, ora che invece si naviga per raggiungere sera ogni giorno e porto dopo porto il weekend mi sento ancora un po debole a volte quando mi apro. un po' effetto folata di vento che ti apre il cappotto e l'istintivo gesto a richiudersi che poi senno magari forse ci si raffredda. poi in realtà è molto bello farsi accarezzare dal vento. e quando ci si accorge quando in realtà ci si raffredderà o no? non si sa, un terno al lotto. Intanto aspetto domani, non è semplice come ricordavo ma ancora ho casa da pulire. Non si sa mai, al max c'è sempre il bentelan.
Ringrazio buffalo per il concetto del titolo. M'era piaciuta st'idea che la normalità, se esistesse, ucciderebbe la bellezza.
su un foglio di carta da un lato c'è stampata la pianta di un abitazione in scala 1:10, dall'altro c'è scritto chiamare manuel, nick e ale per beenie man, biglietti ligabue, libri sicurezza, clup urbano, sito gazzetta ufficiale, remix per alberto, due strumentali per alberto. Alcuni fatti, altri no. E' finita un altra settimana, e questa è iniziata malaccio. Poi dopo qualche ora in realtà ha iniziato a carburare. Magari era solo stanca, aveva bisogno di qualche ora di dormita un più. Ed ecco fioccare le belle notizie. Si va a roma! da quanto non ci vado? non lo so, tanto. Una vita. E ci porto lei. E le faccio sapere chi sono stato, e chi sono. E le faccio conoscere roma, e tutte le sue meraviglie.
E poi ok, l'università ridiventerà un piccolo noioso inconveniente tra un weekend e l'altro. Ma quel che mi importa è averti qui. Il resto si vedrà.
un altra settimana un altro giorno un altra mattina un altro sole timido un altra lezione. primo pensiero sempre uguale: manca. uno in meno, in questo lento conto alla rovescia.
non c'è potere che resista all'arte buona di dare piacere. per quel piccolo calore che mi infiamma l'anima potrei diventare qualsiasi chiunque. peccato non averlo scoperto prima, che si può stare bene, e non sentirsi soli con se stessi. ma forse è solo questione di compagnia giusta.
mi disordina, perchè dovrei sentirmi sbagliato? svegliati piccola, che io vado.
Infognato come non mai dentro un progetto che non ha inizio, ma ha una fine ben certa, ho ricominciato la mia vita da zero, ho preso i due tre punti che mi auguro e mi stra auguro siano fissi, e se non lo sono tenterò di cementarli visto che ormai sono del settore, e ho ricominciato la facoltà a tempo pieno. In una valigia i sogni, quelli di sempre, che nessuno sa, e nell'altra non ne ho idea che c'era perchè l'ho lasciata a casa che betzo è uno scooter e può portare pochi pacchi. Ho portato qualcosa nel portafoglio. Una foto piccola piccola. Non parla però, e a volte mi chiedo perchè, e tento di non pensarci...
Torno a casa col respiro in gola, e inizio pian piano a gestire la stanchezza, che vi dirò, era una mia amica prettamente estiva e invece pram ce la portiamo tutto l'anno. Tento di non pensare, sperare fa male, e chiuso in un cono d'ombra aspetto e lavoro.
Il cellulare squilla sempre meno, sia che chiamano per il mio lavoro, sia che chiami per me, e questa solitudine ogni tanto ha quasi la meglio ma se si rinuncia a dormire per piacere e farlo solo per recuperare il gioco è fatto.
Il tempo dei sorrisi per ora è chiuso nel cassetto delle mutande, insieme alle mutande, per l'appunto, e se lo apro prendo solo le mutande e aspetto un po' che il sorriso stavolta o me lo creo (ipotesi mooolto triste) o qualcuno me lo regali. Anche se per poco.
Aspetto la fine del mese, questo weekend a firenze, entrare nell'ingranaggio del sistema sveglia univ lavoro cena letto lunedi venerdi ha portato un po' di paure (io sono vivo perchè vivo fuori da questo ciclo, odio i cicli, odio i loop, non produco musica elettronica e lavoro di vocali perchè odio i loop, non lo sapevate? ora lo sapete) ma pare che tutti mi dicano che è nel ciclo la vera vita quindi dopo un momento di sconforto, mi son messo a cercare. E spero che tu ti faccia trovare, e velocemente.
E poi io la valigia aperta sul divano la odio, perchè una casa ce l'ho, ed è la mia. E la valigia semmai la terrei pronta per un improvviso viaggio. E si ok milano fa schifo sto posto me ne andrò appena avrò un idea di casa altrove ma resta sempre mia, e si ok ci soffro a bestia ma te lo dirò ogni quindici giorni che la casa mia è qui ma te no, e questa non sarà la casa tua perchè è solo mia, e sogno una nostra, avendone un po' paura, ti dirò, mi dirò, vi dirò.
E intanto la bastardissima Landi è sparita! Affogata in ron tequila mexico e champagne per brindare all'incontro che se je metto le mani addosso prima de menarla jelo dico: a zia, te stai a perde il bello.
Partirò, perchè ho bisogno di un obiettivo. Senza, muoio. E lo sai, lo sapete, son fatto cosi. Se non sogno, muoio. E se non faccio di tutto per i miei sogni, non sono io.
E' che a volte nell'ombra fa freddo. E allora si vorrebbe un po' di calore, ma succedono tanti imprevisti e poi ognuno è fatto a modo suo e allora mi sfrego le mani e spero di resistere. E se ti decidi di fare un passo verso di me io non t'attacco, anzi, magari mi scaldo un po', che a volte ne ho bisogno anche se un po me ne vergogno. Allora ti ripeto che ti amo e non te lo dico.
Tu che conosci il cielo, saluta Dio per me, e digli che sto bene considerando che non conosco il cielo, però conosco te. Mi va di ringraziare puoi farlo tu per me? che intanto saremo in viaggio, digli pure che saremo in viaggio non lo so dove vado ma viaggio.
Tu che conosci il cielo, e poi conosci me, le sai le mie paure, mi sa che sai il perché che non conosco il cielo. Farò come potrò starò con la tua gente per capire solo un pò, facendolo il mio viaggio, aspettando il tuo di viaggio, cerco il pomeriggio di maggio che non lo so come ma ti stamperò un sorriso mentre guardi ligabue su un palco, a maggio. Dovrò salvarti da un'altra arca di noè impazzita sotto casa, o forse solo dalle unghiate di una gattina che ha paura delle carezze, sarà che quando svieni io trattengo il respiro, sarà che c'è una canzone sbagliata nel tuo cd, sarà che dormi come la tua mano tra la mia, sarà che respiri a tempo con le mie dita, sarà che la paura di perderti negli occhi tuoi non si ritrova, sarà che gli occhi potessero direbbero quello che la bocca per vergogna non dice, sarà che ci vuole un concerto uno stipendo stridore di denti e tanta forza e soprattutto una macchina comoda, e il mio petto, per farti rimanere. Sarà che forse dormi, ringraziando il cielo, e io parcheggio la betzy orgogliosa di esser stata utile al momento del bisogno dopo un rientro controvoglia nel garage. Sarà che il freddo non centrava niente, e dovrei ascoltarmi in cuore, sarà che parlo sottovoce, e poi mi dici di non pensare. sarà che piangi, e io mi chiedo se sei felice, sarà che il mare il vento è la tua collana e gli scogli gli orecchini, il cinabro le tue labbra e il mare il luccichio dei tuoi occhi nel buio, mentre ti guardo e muoio. sarà che ti scricchiolano le ossa, mentre respiri tra le mie braccia, sarà che non mi basti, e se vuoi puoi salire da me, non per saltarti addosso, che ormai sei stanca, ma per stare ancora insieme, se ti va.
beh io parto (o arrivo), fate voi.
buona festa delle donne a tutte le signorine single o pseudotali che passano di qua :-), ma già sapete che fosse per me vi festeggerei tutto l'anno (a lie).
bacicici
Come preannunciato qualche giorno fa, ho smesso di avere una doppia vita. E a quanto pare, questa viene pure accettata. L'unica cosa che spero è che non si rivelino solo parole, quando si passerà ai fatti. Di per se, l'unica cosa che mi importa è passare questi quattro giorni indenne e smettere quest'apnea che ho da quando non ti stringo.
Buonasera. Con un po' di sorpresa apprendo che la mia ragazza ha un blog. Già lo so, sono geloso di qualcosa dica a voi, invece di dirla a me. Ah, i colori son quelli di prima, il cambio è stato momentaneo, e nell'apparenza non è successo niente.
Sono un attimo in bilico tra due posti. L'uno, è quello di sempre. L'altro è un suggerimento. Di fatto mi rendo conto che ho evitato per molto tempo di aprirmi. Il concetto su cui si basa la mia esistenza è il non aspettarsi niente. Il che non è un efferato cinismo ma al contrario un idea che è meglio dare esser presenti dare sempre na mano crear sorrisi e non aspettarsi niente. Un po' in culo al concetto che azione porta reazione, più che altro un processo di creazione della reazione stessa. Buon samaritanismo? Niente di che. Politica, probabilmente. Tanto per sparare una cosa a caso. Il buon samaritano è sempre finito ammazzato. Quindi, dicevo, apparentemente niente di nuovo.
Il problema di fondo è, che alla fine dell'italia come dice la Nannini, un bacio fa rumore. Svuota l'aria mette il cuore sottovuoto gli ruba l'aria e per tutto il tempo hai la sensazione che qualcosa manchi sempre. Fino al prossimo.
Oggi ho riscoperto mio padre, e che significhi accettarmi. Ho riscoperto che si può esser felici anche quando non c'è veramente nessun motivo per esserlo. E come andrà andrà, finalmente, anche per me, e se adesso riesci a farlo pure tu, prenderò l'ultimo treno della sera per stringerti tra le mie braccia.