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pochi attimi
La sensazione di impotenza ammazza chiunque. Non c'è bisogno che ve lo spiego io, che già è tanto se mi leggete. Io oggi quasi a comprovarlo ancora l'ho ritestata ancora una volta. Come? Non ve lo dico, è un blog, mica per forza una finestra sul meravoglioso mondo dei cazzi miei.. Diciamo solo che comunque ho testato che non è piacevole. In ogni caso, la sensazione di impotenza è logicamente secondaria a quella della mancanza di soluzione. Credo esista un termine italiano per dirlo ma guai a saperlo mo.. non sarei ignorante come sono. L'attimo in cui un problema si dichiara tale e l'unica cosa da fare è "andiamo avanti", se ti va, prima o poi si risolverà, e se non si risolve s'andrà ancora un po più in là. Come ingegnere o ridicolosamente aspirante tale (giusto oggi m'è stato detto "te avresti potuto sfondare in qualsiasi lavoro al mondo tranne che in quello che stai facendo"... là) la soluzione la cerco sempre. Ma a volte la soluzione sta nel non trovarla. Put it on hold on, e via. Resti in attesa per non perdere la priorità acquisita. E via di musichette del cazzo fino a notte fonda! Che bella l'invenzione del punto esclamativo, ne metterei a sproposito.
E daje, che è tardi, si son finite l'ultime cose e domani tenterò di avvicinarmi a sta laurea, con tutto quello che comporta. ta tà.
Come magari qualche vispo nota, è cambiato il template. anzi, la combinazione di colori. Un passo alla volta, questa fa cagare, per'altro mi si è aggiornato il colore del testo solo di alcuni posts, piano piano provvederò a far funzionare tutto e a non urtare la sensibilità dei vostri occhietti cari carucci, cecatevi. Da buon cinico oggi pensavo odio i blog, poi da manuale ho pensato cazzo io ho un blog, e m'è tornata in mente una battuta del nuovo spettacolo di Albanese che citava "io non ho nemmeno una password". Io si, ne ho a palla, e ovviamente, in barba ai principi di sicurezza acquisiti in anni e anni di web è pressocchè la stessa per tutto, dal conto in banca all'email scrausa inutilizzata. Navigavo in giro per la rete e mi sono imbattuto nella donnapolaroid che dai suoi 26anni (ehmehm citare l'età di una donna è maleducato come chiederla?) riassume il mio stato d'animo pre.esame: ".. sono in uno di quei momenti in cui mi sento l'unica ex liceale promettente di un corso X che è rifinita a fare la casalinga con sette figli .." e divagazioni varie sul tema. Ora, da ste pagine trasuda angoscia tristezza e sgomento e tutte quelle cose che rendono blog e diari per lo più o incredibilmente simili o incredibilmente noiosi ma, senza voler primeggiare su tutti i colleghi di noia, sinceramente me ne frego alquanto. Come da buon luogo comune scrivo per autoreferenzialità e sfogo personale e quindi carburo parole li per li senza tanto pensarci. Che poi è da un qualche giorno che tra un simpson e un altro penso di chiuderlo sto blog, e ricominciare le vecchie emai, riallacciare rapporti con gente che non vedo e non scrivo da mesi e soprattutto ditemi un po' sta cosa che i post devono essere concisi senno si perde l'attenzione del lettore. Una sorta di buonissimo bicchiere di vino ma guai a scolarsi la bottiglia. ma vaffanculovà.
Comunque, come accennavo prima, andai ordunque a questo spettacolo d'albanese, psycoparty, teatro smeraldo. Con betzo, ovviamente, e stefano che si prestò alla novità del teatro. Che poi, parliamone, Betzo, è uno scooter. Molti lo sanno, qualcuno fino a mo' l'aveva intuito, ma si tratta di quello. E cosi su due righi sputtano tutto? Ma si dai, facciamo conoscere il tutto.
Betzo è una sorta di sostituto momentaneo della Betzy, la mia automobilina (già sta cosa di dare il nome alle cose -per'altro solo betzo e betzy hanno un nome e vorrei precisarlo- mi fa sembrare alquanto infantile, poi scrivere automobilina è proprio un invito a cena al pregiudizio...) che sta a casa mia, dall'altra parte d'italia. Una 500, non modello classico, una verde metallizzato relativamente nuova, che più che altro è il sinonimo fisico e tangibile della mia indipendenza, mentale (per quanto ci si possa credere), diciamo intellettuale, fisica, e se vogliamo in parte economica; oltre a tutta una serie di ricordi vite rischiate notti insonni e notti di dormite al volante e posizioni scomode e lividi e alcool e viaggi in improbabili vie e la salerno reggiocalabria a sfidare la tempesta e tutte quelle piccole cose che solo chi nella betzy c'è stato sa. A milano la betzy oltre ad essere un lusso che non posso avere, non c'è mai arrivata, e ci sta betzo. Che nel traffico mi rende comunque agevole lo spostare queste annose membra e mi dona una sorta di indipendenza che dopo anni di mezzi pubblici e orari imposti apprezzo. Tuttavia betzo non essendo solo un oggetto, ma una sorta di proiezione della mia indipendenza anche dal dizionario italiano visto che uso i termini a caso perchè non mi vengono quelli giusti, ha quindi una sua identità se vogliamo anche solamente una sorta di pretesto e un gioco di terza persona che mi aiuta a scrivere. Oltre al fatto che Betzo comunque ha un volto e delle sembianze ed è esattamente l'omino alla bottiglia che controlla tutto da li su. Bel pippone no? Beh, ora che sapete tutto, preparatevi, il resto vi sembrerà noia.
Ebbene si, ho la febbre da sete. Cioè, se io non bevo, tipo oggi, per qualche ora, acqua, mi viene l'influenza. Ed ecco che invecchio scrivo il titolo prima del pezzo e lo spiego a primo rigo. Niente da fà tocca riprendersi. Tenterò di cambiare questo sfondo bianco minimale che non mi rispecchia più, cioè semplicemente prima era figo ora non più. Prima s'era tutti insieme ora non più, mau lavora, tommy anche, duccio è l'unica pietra miliare, atman sono mesi che non lo sento e mi dispiace un botto. Tra l'altro pure io ho delle giornate piene, e non mi avvicino all'obiettivo. Tra un mese compio un altro anno e mentre tutti sono arrivati io sto per strada. Ed evitare commenti scontati. se ce ne saranno. Vado a letto, domani un aeroporto m'attende. Volevo semplicemente essere stupido e semplice come tutti, e avere na vita normale. Invece sono stupido in maniera unica, e la vita, vabbeh, indefinibile.
Vaffanculo a me. Prima di tutto, e niente sofismi. Se non esistesse il Mio punto di vista, il Mio orgoglio, la Mia visione delle cose, e tutte quelle minchiate che fanno di Me un Io non esisterebbero tutti quei problemi del cazzo per cui io mi sento, ne provo l’esistenza su questo Me che se non esistesse e non pensasse e non sentisse e non provasse soprattutto non ci sarebbero emozioni brutte di sorta. E quindi vaffanculo a Me. Emozioni insoddisfazioni dolori hype e depressioni comprese. E se perdo in questa bolgia qualche frammento di felicità, restami accanto e ricostruiscimela ti prego ma fa che io non senta più questo Me pulsarmi dentro. E quindi vaffanculo per me e non romperMi i coglioni.
due tre cose veloci ho un mac 12" in borsa fresco fresco scendo con 12h per tornare a casa, nessuno sa niente nè del mac nè del viaggio sto blog è fermo da nsacco pensavo se chiuderlo ma poi quandopropriononhouncazzodafare che faccio? addopo a tra poco a tra qualche giorno nel frattempo.