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lunedì, 19 dicembre 2005
claustrofobia

betzo: forse sto diventando un po ingombrante
io: mi stai sullo stomaco


Postato da: betzo alle 12:57 | commenti (3) | cose superflue

mi piace temporeggiare

"Tu, fino ad ora, per me, non sei che una ragazzina uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unico al mondo." Il Piccolo Principe. al femminile.
Una volta tanto tempo fa una ragazza che amavo mi regalò una svegliapiccolissimaminuscola con la scritta "vola solo chi osa farlo". Ora, non ricordo  preciso se fosse presa dal gabbiano jonatan livingstone o da qualche libro di garcia lorca, che ci prendeva molto. Ora se avessi continuato il corso di teatro minimale corale oggi andrei alle prove della messa in scena del gabbiano suddetto. Peccato, era stimolante.
Si prospettano delle gran belle vacanze. Amiche che partono e che vorrei salutare mille serate la ricerca della dovuta intimità e del tempo che c'è bisogno tentando di farle capire che lei c'è sempre e non è subordinata a niente e perchè no, qualche pagina di studio? In fondo ci son solo sei esami a febbraio. E incastrare come al solito la mia vita in modo meno doloroso possibile in quella della mia famiglia. E la cosa peggiore che mi puoi dire è che non ci sarai. E' farmi perdere prima che inizi la partita. E non puoi punirmi cosi senza motivo.
Non ho tempo per scrivere. La mia vita quotidiana è diventata talmente ingombrante che ora ho davvero qualcosa da fare. Incredibile. E non ho il tempo di tornare e scrivere tutti i miei racconti che betzo mi suggerisce mentre sbanda nel traffico milanese e io parlo da solo (con lui) nel casco blue. E non ho potuto scrivere di colui che "gliamicimichiamano gasz" del suo amore enza e del fratello viscido, perchè il viscido attira sempre. Insomma, sono costretto in queste claustrofobiche 24ore e il bisogno di dormire e cazzo la posta chiude sempre presto e i negozi i supermercati non sono mai aperti quando vorrei.
Odio il tempo, è una dimensione sola. Come una retta, e devi allinearci le cose, le persone, e devi dividere i pezzi di retta. Ma non è na retta è come na barretta di cioccolato, finisce subito, e tutti restano scontenti. E io incazzato perchè restano scontenti. Soprattutto qualcuno in particolare. D'altronde a nessuno piace fare la fila, senza volerlo. Quindi, lo odio, il tempo. Per questo metto a tempo qualsiasi cosa, sarà un modo arcaico di riscatto tentando di dominarlo? Grazie a dio nei lauti pranzi e cene natalizi queste pippe mentali affogheranno in lardo fritture e vino. E Valloncio mi salverà inondandomi di sontuose ricercatissime cazzate.
Che poi oggi winamp mi sta girando roba tipo pussycat dolls limp bizkit maxim con skin e altre abominevoli corbellerie che mi chiedo come cazzo siano mai arrivate nella mia playlist. E come faccio ad avere certi mp3. Cazzucazzuyuyu.


Postato da: betzo alle 12:51 | commenti (2) | visioni, insulti saltuari, cose superflue

martedì, 13 dicembre 2005
dicono di me, pt1

[20:17] <hawa***> te bevi merda di sicuro
[20:17] <hawa***> per essere così stronzo


Postato da: betzo alle 20:20 | commenti (4) |

già

che bella cosa


Postato da: betzo alle 16:19 | commenti (2) |

mercoledì, 07 dicembre 2005
dimmi cosa pensi e ti dirò se ci sono..

Sono geloso di te. Ma non di tutto, anzi.
Pensavo questo mentre giravo per milano, le macchine mi innervosivano e vedevo i cumuli di neve ormai ghiaccioli grigi saltuariamente al bordo della strada. Pensavo e ripensavo, muginavo e rimuginavo, ogni tanto una frenata, e un tentativo di suicidio che capivo solo mentre mi accorgevo di stare andando a sbattere contro qualcosa perchè il muginamento non mi faceva guardare dove andavo. Ed ora sono le 4 di notte ancora scarico da siti improbabili materiale non per me e tra qualche ora si parte e 12 ore di treno ammazzeranno l'attesa. Sono geloso della tua attenzione. Solo di quella, magari son strano o sei l'unica di cui mi importi l'attenzione. Io, che sembra pensi a tutti ma solo a te. E te, il contrario. Boh? E' tardi, e probabilmente ci penserò dormendo. Tra me e me.


Postato da: betzo alle 03:49 | commenti | cose superflue, polygonate

martedì, 06 dicembre 2005
di plastica sopravviveremo

In realtà tutto risale a quando la plastica non c'era. S'era più seri, ci si sposava prima, perchè i condoms eran primitivi e non funzionavano, si era più contenti forse e più a cuor leggero, si lavorava si campava e la miseria non andava in tv e non diventava famosa. Poi Eugenio Natta, a cui l'omonimo dipartimento di chimica del politecnico di milano è stato dedicato, ha inventato, sponsorizzata montedison, il moplene, antenato della plastica, e loro, lungimiranti, gli diedero il premio nobel nel 1960. Meno di cinquant'anni fa, e senza spargimento di sangue. E via di sfuggita verso il 1980 la tv le auto in non solo ferro la leggerezza nelle cose e le nuove linee tutte tonde le protesi al seno gli adolescenti protetti da palloncini addominali e l'hiv che nonostante questo profilica. Però c'erano sempre i treni. I forni, e le caldaie. Perchè ci si riscaldava e si viaggiava comunque anche all'epoca. E dato che bisognava comunque o trattenere il calore (dei forni) o evitare che ci si congelasse (nei treni) vi accenno al concetto di coibentante. E' una sostanza che trattiene il caldo. Non ci passa attraverso. Come nei termos per il caffè, pure quelli tra la parete interna e l'involucro esterno sono coibentati. Bene, tutti penseranno ora alle guaine di gomma, ma mi spiace, la plastica non c'era. Che s'usava? L'amianto. Una sorta di roccia sbriciolabile e rimontabile nella forma che più si vuole. Fino a quando la plastica non arrivò, l'amianto dimostrò di non avere le palle, anzi, di crearle, perchè si sbriciolava, le fibre nei polmoni anche se inspirate 1 sola volta vi si incastravano, facevano i bozzoli e dopo 10 anni ecco qui i tumori.
Quindi, ammetterò, la plastica c'ha salvato. Le cave di serpentinite e aragonite (rocce che contengono il nostro amico) vennero lasciate a se stesse a riempirsi di erbe vecchiaia e a seminare morte col vento. Poi, d'un botto ci si accorse che s'era data un tetto a mezz'italia con l'eternit (quei pannelli ondulati che vedete sulle masserie) pieno zeppo d'amianto e che qualcuno moriva tra atroci dolori, ma quello è un altro discorso. S'era giovani inesperti e ancora senza condoms. Si son fatti degli sbagli, ci si evolve per questo.

Ma torniamo a noi. C'è qualcuno in val di susa che è proprio incazzato. Un sacco di gente co -3 gradi dorme fuori per la strada. Lasciandoli n'attimo al freddo vi spiegherò che esiste una mappa, per cui s'è speso miliardi, geologica d'italia. Ossia ci s'è messi là a traforare e vedere cosa abbiamo sotto i piedi nel 99% del territorio nazionale. Sotto la val di susa c'è della roccia, che vi dirò in segreto si chiama pecneblenda, che ha una piccola componente fastidiosa. L'uranio. Finchè sta sotto terra, diciamolo, l'uranio non rompe il cazzo. La differenza tra quell'uranio e quello delle centrali è un po come tra il gasolio e la benzina. Il primo non prende fuoco subito co na sigaretta come la seconda, ma un bicchiere di entrambi o una notte a letto con il pavimento con 2 cm di liquido vi uccide comunque. E per di più è volatile, l'uranio. Ossia prendi su na pietra, la frantumi, la polvere col vento vola, perchè a fà gli scavi per na ferrovia non è che li si fà sottovuoto, e la gente respira. Il materiale tolto dalla montagna lo si accumula, il vento lo trasformerà in collina limandolo e le polveri finirando nei polmoni degli abitanti della val di susa. Lo si sa da 20anni. Li non si scava. Anche perchè oltre all'uranio, c'è anche il nostro amico di prima, l'amianto.

In italia, non sembra, ma siamo comunque avanti. Perchè abbiam delle leggi che impediscono a qualsiasi idiota di fare na buca e buttare la merda a cielo aperto e darla nei polmoni a tutti. Per qualsiasi scavo ci vuole la VIA, leggi valutazione impatto ambientale. Però in italia abbiamo anche il ministro Giovanardi, che s'è messo su una legge che gli permette di aggirare la VIA per le grandi opere pubbliche che il governo attuale ha promesso e deve metter su per non fare la figura del completo ammasso di coglioni. Almeno, non darne la parvenza. Bene, in italia molte opere pubbliche non sono mai state fatte non solo perchè qualcuno si rubava i soldi, ma anche perchè, come il ponte di messina, sono campate in aria, recano morte, e non in 1-2 anni, ma per i prossimi cinquanta. Tutto quello che ho scritto lo si trova nei giornali, nei telegiornali, e nei dibattiti in tv, mica me lo invento. Studio solo ingegneria edile, e so che per forare per 10km una montagna si buttan fuori due colline di roccia e terra. E se quella roccia mi avvelena, e avvelenerà i miei figli, io mi incazzo, e la notte in strada a bloccare le palameccaniche me la faccio. E sia se poi la polizia mi carica come se fossi allo stadio, dicono che tra i miei parenti ci son terroristi e in tv ci faccio la figura del montanaro imbecille che non vuole i tralicci dell'elettricità perchè li porta il diavolo.


Postato da: betzo alle 23:33 | commenti | visioni, insulti saltuari

sabato, 03 dicembre 2005
catamarano da neve in città

a gambe tese, a pochi millimetri dall'asfalto. braccio aggrappato all'accelleratore, e al dolore dei guanti duri come marmo. piccoli fiocchi di ghiaccio e neve mi si conficcano nelle guance e sopra gli occhi. l'importante è non frenare, mai. andare e scivolare, accompagnare la derapata. betzo ha dato il meglio di se, e io a gambe divaricate e tese tipo catamarano sulla neve di milano su di lui siamo un spettacolo che deve aver fatto sorridere più di qualcuno. e l'alcool sicuro faceva sorridere noi. ps: ci siam tuttavia salvati, mancavi giusto.


Postato da: betzo alle 02:32 | commenti (1) | girovaganze

giovedì, 01 dicembre 2005
M'ha chiamato Asia

Parlare di se, fino a prova contraria è autoreferenzialità. Credo che cmq, e non è un autogiustificarsi, almeno credo, che una dose di autoreferenzialità faccia bene. Perchè se non si parla di se, un poco, non si ha coscienza di esistere. E parlare di se, in modo scritto, per me, è un po parlare con me stesso, un secondo interlocutore che mi dice come sono (cosa che da molta gioia a qualsiasi persona) ma che mette in luce anche i difetti. E sopratutto, non ha quello che un interlocutore esterno ha, cioè le pause. Il "pendere dalle labbra", che, per quanto mi riguarda, è un fattore massacrante.
Al momento, prima di avventurarmi nei meandri di questo schermo bianco bordato di grigio son contento, perchè ho saputo una notizia. La mia vicina (abita sopra di me, a galatina, villetta trifamiliare, noi sotto, 2 appartamenti sopra) ha adottato una bambina. bulgara. Asia. Il suo nome. Quello vero. 2 anni, da un orfanatrofio. 1 settimana là, sbrigate la pratiche, il primo abbraccio, il ritorno al mio paese. I signori in questione si chiamano, e con questo vorrei fargli un piccolo tributo, g***** e t***** (in realtà Pina, ma tutti da sempre la chiamano t******, perchè a quella piccola figura dolce e bionda ma al contempo tagliente non si poteva dare un nome più sbagliato). Asia ha 2 anni, capisce il bulgaro, sa dire solo grazie. Qui verrebbero in mente mille immagini di films e motivi psicologici e avvenimenti probabili per cui sa dire grazie, che sia un modo insegnato dai tizi dell'orfanatrofio per farla accettare in italia, ma questo farebbe pensare anche alla fortuna di questa bambina, agli altri che son rimasti là, ai destini fatualmente decisi, e questo restringerebbe il cuore. E non voglio farlo. I fatti narrano che nel gioco era uso farsi dare da lei delle cose, e poi ridargliele su sua richiesta, e lei rispondesse con un grazie.
Bene, mia madre era commossa, e la cosa che riesce a far commuovere mia madre è la tenerezza. Dice che è una piuma, il che credo impliciti il "le han dato poco da mangiare", anche se non è tipa da pregiudizi facili. Che ha due occhioni dolcissimi, e io ho pensato a quelle bellezze dell'est che ti stregano col lo sguardo.Ma aveva poco a che fare con una figura di una bambina, e tento di non pensarci.Era commossa anche perchè mia sorella, coi bambini (bambini mo, credo abbiano intorno ai 10-13 anni) dell'altra coppia, n****a e se non ricordo male, p***a, aveva riempito la scala di palloncini, fatto una megascritta a "lettere colorate grandi", che magari detto cosi non fa niente, però immaginatevi vostra madre che ve lo dice con un sorriso di imbarazzo sul volto e la voce un po strozzata, "benvenuta". Pensavo che nel vivere vicini, molte volte, non ci sia niente di diverso dal giorno prima al giorno dopo.
Un'aspetto fondamentale è che siamo amici, dove vivo io, un'amicizia non sincerissima, perchè a viver vicini ci sono inevitabili contrasti, ma si va avanti insieme. T*****a me la ricordo a casa mia da sempre, o meglio, svariati anni. Più giovane di moltissimo di mia madre, quasi una figlia, si son passate varie vicende insieme. Insomma, si vive no? in tutto quello che può significare.
Bene, io son contento.Perchè quando tornerò a casa mia ci sarà una novità.Ed è una novità bellissima, una di quelle cose che ti dici "mo ricominciamo".Che ti segnano una tappa, da oggi c'è Asia, a casa mia. Non stronzate come laurea, diploma, esami, date fittizie che un giorno scorderai. Ma una data vera, che significa qualcosa. Non è una sorella, ma un po è come se lo fosse, oggi asia è entrata nella nostra vita.
Mia madre, a cui tutti da sempre (fratelli, nipoti, pronipoti) affidano i figli, lei, + giovane di varie sorelle, in un qualsiasi modo "giovane" anche nella sua età, è la mamma della famiglia. E noi, per svariati anni abbiam vissuto con bambini per casa, notti insonni, e mio padre, che coi bambini, nel sonno, non è portato come mia madre.Ma ognuno si sforza come può .Cmq, son contento, e quando mia madre mi raccontava l'emozione di vedere gli occhi di Asia strabuzzati di fronte ai palloncini, d'istinto mi diceva "pure te eri come una piuma non mangiavi mai" ma molto crudelmente gli ho strozzato le malinconie dicendole "bene mo torni a essere la babysitter".Perchè intanto, nipoti e pronipoti e figli vari, son cresciuti, ed era, fino ad ora, un periodo di magra.
Fino ad oggi.

E' passato più di un anno da quell'ultimo oggi, questo è il secondo natale di Asia a casa mia. Ne son successe di cose, molte non felici, compresa una spero momentanea separazione dei due genitori. L'altro giorno ha chiamato qui a Milano, per parlare con mia sorella, e ci ha un po fatto sorridere imbarazzati tutti. Ricevere una telefonata da una bambina può sembrare cosa semplice, ma suona spesso inaspettata, nel senso vero della parola. Cosi mi so ricordato che quel momento l'avevo fermato, e per quanto si meritasse di esser più felice, non è detto che non lo sarà. Saluti. ps: Asia non conosce betzo, la sua esistenza e i suoi prodigy, ma conosce betzy, l'originale, e si ricorda di me come abitante della macchinina verde, non della casa. Per lei, in casa c'abita mia sorella, e si sorprende quando vede anche me dentro Comunque, conosce betzy, e per questo nei suoi pochi anni è già un passo avanti a voi.


Postato da: betzo alle 16:08 | commenti (3) | polygonate, girovaganze