Betzo

oggi
settembre 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004

visitato *loading* volte

 
mercoledì, 30 novembre 2005
j'y suis jamais allè

Io il francese non lo so. Per molto tempo a causa di un professore dimentico della sua professione l'ho odiato, fino a un contraddicente viaggio a Parigi dove ho rivalutato molte cose, dalla mia imbecillità alla lingua, ad amelie e alla commessa del mc donald, que je ne suis pas parisien mais je ne veux pas aller a mon pais with toi dans mes yeux. e lei che sorride mi porge il mcmenu e via verso l'aeroporto. sono spesso in viaggio, non capisco spesso perchè ma me ne organizzo spesso e odio i treni e le loro attese, l'odore di stazione e l'idea di essere in un posto fuori dal mondo dove nessuno vuole stare e tutti vogliono partire o tornare a casa. non devo esser felici le locomotive, a sentirsi sempre odiate usate parcheggiate e poi nemmeno salutate. ps: grazie delle visite, sono lusingato.


Postato da: betzo alle 01:08 | commenti (1) | insulti saltuari, cose superflue

martedì, 29 novembre 2005
Se un giorno starò zitto è normale

Giravo tra i blog, da un link all'altro. Mi fermavo contro la bellezza dello scrivere di alcuni, il loro successo in letture e commenti, l'esser vivi e autoreggenti o l'esser impuntati su si dai leggetemi scrivo proprio di quello anche se sfogo il mio dolore e un po son contento di sfogarlo in un modo socialmente di successo. Ho messo su la playlist dell'ultimo cd, a volte son contento di quel che scelgo. Sono un bravo dj autoglorificante. E niente, cosi, a volte mi confondevo, colpevole di quel concetto di sfida concorrenza e rivalsa innata nel vedere che qualcuno riesce meglio di te anche se di competere non ti interessa per niente. Il decaffeinato quarta è una presa in giro. Sia lui che il letto da rifare, proprio da zero, non ha nemmeno il coprimaterasso, mi tengono incollato insofferente al pc tra dolori muscolari pensieri sfuggenti e questa voglia e mancanza di parole vocaboli e del loro uso che mi colpisce da un po' e mi fa sentire menomato. Va sempre peggio, anche nel parlare. Spero di non scivolare verso il fondo dell'incomunicabilità e del fastidio. Ah, ho scoperto che la mia voce è fastidiosa. Il prototipo stridulo e non armonico che odierei di registrare. E se non ti scrivo non è perchè non ho niente da dire, ma qualcosa mi ferma, sia esso il tempo la parola la decisione la tastiera la mente il corpo il tempo e ancora una volta tu. tu chi? proprio tu.


Postato da: betzo alle 01:51 | commenti (4) | cose superflue, polygonate

domenica, 27 novembre 2005
di tempo fa ma comunque attuale

No. Aspettate, altrochè. Prima però bisogna che anticipi qualcosa su Luca. Dicesi Luca un uomo, di un quarto di secolo, mezzo biondo, ma non tinto, proveniente dalla Valtellina, zona a me sconosciuta prima dell'arrivo di Luca, e credo che finchè lui non arriverà a casa vostra, nemmeno voi saprete dov'è ubicata la sua residenza. Probabilmente, nemmeno lui conosceva il mio posto d'origine. Luca vive a casa mia, anche se ha una casa. Non ci dorme, grazie a Dio, perchè questo credo porrebbe un freno alla sua esistenza, e gioia di vivere, qualche ora quotidiana, in casa mia. Lui quindi conosce anche Iberna, e i suoi prodigi. 

Luca, ha un piccolo particolare, che lo distingue da tutti gli altri. E' unico, e con questo non voglio dire che sia stupido, o idiota, o genio (..), mi limiterò a usare la parola Unico. Nella sua Unicità, luca delira periodicamente. Ma si tratta perlopiù di deliri che dalle sue parti son presi per normalità. Tipo io uso Luca come modo per apprendere i Simpson. Lui durante i simpson si piegà a metà dalle risate, fa a pezzi i divano contorcendovisi, fa urla e grida, che ti fan capire che quella puntata, e quel momento dei simpson, è esilarante. Io sorrido, ma ora grazie a luca, apprezzo di più i simpson.


Postato da: betzo alle 11:39 | commenti | insulti saltuari

lunedì, 21 novembre 2005

E' la cosa più scontata del mondo, e la più ricercata in assoluto. Sono sazio di carne patatine e quant'altro sembri un pranzo felice, vergaus dorme sul divano in una posa a dir poco puerile e un aereo atterra da tutt'altra parte. Non hai preso tutto, devi tornare. Se non altro per la febbre che mi hai lasciato, a scartare giorni di stanchezza kilometri filmati e sorrisi. Venezia è bella, tu la conoscevi, io meno, ma un tramonto col kinder pinguì al rialto era quel che ci mancava. E poi, non la conoscevi, altrimenti avremmo fatto a meno di indicazioni e di perderci ripetutamente nelle calle, o calli, o comunque vicoletti incredibili dove vivono i nani che parlano quel dialetto strano senza le vocali finali. Voci di proiezione da correggere, amicizie da approfondire e una carezza di claudia gerini han fatto il resto. Pure vicenza è bella, se non per salite treni della speranza e amicizie non mie. Il resto dopo, quando altrove può darsi  solo sarò.


Postato da: betzo alle 15:45 | commenti (3) | girovaganze

martedì, 15 novembre 2005
Inaspettata

L'.. Abitudine tra noi è un soggetto da evitare, tra le frasi di dolore, gioia e desideri non ci si è concessa mai. Dolce e stabile condanna mi hai portato troppo in là,vedo solo sbarre,vedo una prigione umida, vedo poca verità. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me, che siamo un' eco di parole intrappolate infondo al cuore. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro agli occhi miei,che siamo solamente incomprensione e lacrime. ....E ci sarebbe da capire com'è stato facile congelarsi sotto tutti i nostri desideri e sentirli inutili. Come fare a dirti che non c'è più spazio per progetti,e intanto non ne abbiam mai fatti,che sarebbe stupido. Come fare a dirti che ho voglia di morire come in fondo sto facendo già da un pò. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me, che siamo un'eco di parole intrappolate infondo al cuore. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro agli occhi miei, che siamo solamente incomprensione e lacrime. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro me, che siamo un'eco di parole intrappolate infondo al cuore. Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro agli occhi miei, che siamo solamente incomprensione e lacrime..


Postato da: betzo alle 20:18 | commenti |

giovedì, 10 novembre 2005
gottabeinternational

"Ehi!", "oh!", "eh, dove sei?", "ehm... ohm... in the chessroom", "ah, addopo..."


Postato da: betzo alle 21:19 | commenti (3) |

L'Occasione

E alla fine non sono andato. Non so se fosse la cosa più importante che mi fosse mai capitata, nemmeno se fosse un occasione che forse non era il caso di rimandare. La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare. L'album di Jovanotti, apparte il suo nome d'arte molto freak e il fatto che l'altra sera l'ho beccato al Rocket in una delle serate più inaspettate dell'ultimo anno, è molto bello. Me lo son messo su perchè in fondo son convinto d'aver fatto bene comunque cosi. Cosa sei disposto a perdere? Non il sorriso di chi vive con me. Quindi niente, rimandato a tra un mese, penso a chi di dovere appena uscirà dal medico, a chi vive con me ed è triste e a domani che è S.Martino e tenterò di farli contenti tutti se non altro alcolicamente. E una doccia mi laverà la tristezza orsù.


Postato da: betzo alle 11:51 | commenti (1) | cose superflue, girovaganze

lunedì, 07 novembre 2005
Stupidità nervosismo e latenza

Terrozzato dalla stupidità del mio post di oggi dopo mezz'ora di vita l'ho cancellato, sinceramente, non si poteva leggere. Ed eccomi qui, 1:55 del mattino Smashing Pumpkins consigliati da buffalo e sensazione stizzosa che mi stia fregando da solo. Un concetto un po tutto suo. Il nervosismo mi permea la pelle, l'inattività mi blocca su una scrivania bianca claustrofobicamente invasa da cianfrusaglie telematico industriali di ogni tipo e telecomandi e ciappatrice. Meno male che mi manca il tabacco, e il quadro sarebbe squallido al completo. Tra qualche ora torna la presenza costante che vigila inconsciamente sulla mia coscienza e spero forse in quella per risvegliarmi, e forse sfogare un po di nervosismo. Quello che temevo sta per succedere, quando l'onda di piccoli fastidi rischia di diventare più importante dell'obiettivo finale, e induce a desistere. Devo fermarmi un passo prima, questa volta non voglio. Manca poco, i tempi per quanto si restringano sembrano dilatarsi nervosamente e tim burton parla come gaughin un caffè decaffeinato mi retrogusta la gola di bruciato e una sensazione di fastidio mi pervade fin dietro la schiena. basta, vado a letto, li tutto finirà, o forse no, ma sicuramente l'incompiutezza o il sentore della tale finirà. E per non esser da meno betzo ha spaccato contro qualcosa la sua bottiglia. Merda.


Postato da: betzo alle 02:03 | commenti | visioni, insulti saltuari, polygonate

sabato, 05 novembre 2005
Beh

"Il cervello è il secondo mio organo preferito." Woody Allen


Postato da: betzo alle 02:03 | commenti (2) |

giovedì, 03 novembre 2005
Post-it ventricolare

Pensavo fosse più semplice passare di profilo, ma poi ho messo su la pancia. E passare di profilo o frontale è diventata la stessa cosa. Ma poi son dimagrito di nuovo, e ho ricominciato a passare di profilo. E' sempre stato più facile, mostri il lato migliore, un occhio solo, puoi permetterti lo sguardo a tre quarti e l'espressione accattivante. Passare cosi, non urtare nessuno, una meteora? non tanto, le meteore impattano e creano polvere. Non volevo fare nemmeno quella. Un impresa di pulizie, passa e lascia meglio di prima. Poco elegante ma forse rende. L'unico sentore del passaggio, una vaga sensazione di star meglio.

Era un bel progetto. Finchè non trovi qualcuno che ti è talmente vicino che guardarlo con un occhio solo non basta. Nè a te, ne a lui. Ti servono entrambi, ti accorgi che nello sfiorarlo provi un brivido, e nell'essere abbriacciato una sensazione che tutto va bene e andrà meglio. Che forse puoi probabilmente fermarti, mettere lo scannetto e parcheggiare betzo. E il camice dell'impresa di pulizie è veramente fuori luogo. E allora vomitare parole, per coprire che fino ad allora camminare in punta di piedi per evitare qualche crisi di soffocamento da astinenza non è servito a niente e hai solo vissuto a metà, e ora nulla di quella cascata di frasi sicure e perfette e simpatiche e dirompentemente allineate ha più alcun senso. Volevo ti fidassi, pretendevo troppo. Allora ho voluto solo farti star bene, e forse non ci sono riuscito. Ho sperato che betzo mi desse una mano, ma la nebbia ha fatto il resto. Ma un sorriso però credo d'averlo visto, e da quello comincerò, non ancora una volta, ma di nuovo. C'è chi ha bisogno di tre anni, chi di un mese per scoprirsi un altro sorriso, e qualche secondo per capire che questa volta non lo vuole nascondere.

Betzo non avverte il tuo peso, sei leggera. A volte credo ti percepisca come una carezza e questo ti rende piacevole. Inizierò a incazzarmi probabilmente. La prossima volta che ti scrivo sul cuore barro tutto e lascio un post-it.


Postato da: betzo alle 00:56 | commenti (3) | visioni, cose superflue