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No. Aspettate, altrochè. Prima però bisogna che anticipi qualcosa su Luca. Dicesi Luca un uomo, di un quarto di secolo, mezzo biondo, ma non tinto, proveniente dalla Valtellina, zona a me sconosciuta prima dell'arrivo di Luca, e credo che finchè lui non arriverà a casa vostra, nemmeno voi saprete dov'è ubicata la sua residenza. Probabilmente, nemmeno lui conosceva il mio posto d'origine. Luca vive a casa mia, anche se ha una casa. Non ci dorme, grazie a Dio, perchè questo credo porrebbe un freno alla sua esistenza, e gioia di vivere, qualche ora quotidiana, in casa mia. Lui quindi conosce anche Iberna, e i suoi prodigi.
Luca, ha un piccolo particolare, che lo distingue da tutti gli altri. E' unico, e con questo non voglio dire che sia stupido, o idiota, o genio (..), mi limiterò a usare la parola Unico. Nella sua Unicità, luca delira periodicamente. Ma si tratta perlopiù di deliri che dalle sue parti son presi per normalità. Tipo io uso Luca come modo per apprendere i Simpson. Lui durante i simpson si piegà a metà dalle risate, fa a pezzi i divano contorcendovisi, fa urla e grida, che ti fan capire che quella puntata, e quel momento dei simpson, è esilarante. Io sorrido, ma ora grazie a luca, apprezzo di più i simpson.
Pensavo fosse più semplice passare di profilo, ma poi ho messo su la pancia. E passare di profilo o frontale è diventata la stessa cosa. Ma poi son dimagrito di nuovo, e ho ricominciato a passare di profilo. E' sempre stato più facile, mostri il lato migliore, un occhio solo, puoi permetterti lo sguardo a tre quarti e l'espressione accattivante. Passare cosi, non urtare nessuno, una meteora? non tanto, le meteore impattano e creano polvere. Non volevo fare nemmeno quella. Un impresa di pulizie, passa e lascia meglio di prima. Poco elegante ma forse rende. L'unico sentore del passaggio, una vaga sensazione di star meglio.
Era un bel progetto. Finchè non trovi qualcuno che ti è talmente vicino che guardarlo con un occhio solo non basta. Nè a te, ne a lui. Ti servono entrambi, ti accorgi che nello sfiorarlo provi un brivido, e nell'essere abbriacciato una sensazione che tutto va bene e andrà meglio. Che forse puoi probabilmente fermarti, mettere lo scannetto e parcheggiare betzo. E il camice dell'impresa di pulizie è veramente fuori luogo. E allora vomitare parole, per coprire che fino ad allora camminare in punta di piedi per evitare qualche crisi di soffocamento da astinenza non è servito a niente e hai solo vissuto a metà, e ora nulla di quella cascata di frasi sicure e perfette e simpatiche e dirompentemente allineate ha più alcun senso. Volevo ti fidassi, pretendevo troppo. Allora ho voluto solo farti star bene, e forse non ci sono riuscito. Ho sperato che betzo mi desse una mano, ma la nebbia ha fatto il resto. Ma un sorriso però credo d'averlo visto, e da quello comincerò, non ancora una volta, ma di nuovo. C'è chi ha bisogno di tre anni, chi di un mese per scoprirsi un altro sorriso, e qualche secondo per capire che questa volta non lo vuole nascondere.
Betzo non avverte il tuo peso, sei leggera. A volte credo ti percepisca come una carezza e questo ti rende piacevole. Inizierò a incazzarmi probabilmente. La prossima volta che ti scrivo sul cuore barro tutto e lascio un post-it.