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lunedì, 24 settembre 2007
annidue

Secondo giro di boa, barca sempre più grande,
qualche chilo di troppo, e le mani sempre vaganti.
Secondo braccio di mare, una meravigliosa nuotata,
a volte pieno di onde, splendidamente frizzanti.
Secondo bicchiere poggiato, decine di altri alzati,
che quando lo sguardo si tocca, l'anima gode dell'altra.
Secondo sorriso che vedo, che mi sorride dal cuore,
che se chiudo gli occhi nel sonno, non ce n'è di dolore.
Secondo anno di vita, stretto dentro le braccia,
per qualche secondo di gioia, e mille migliaia di festa.
Secondo qualunque pensiero, che spinge dentro al mio corpo,
non c'è mai stata vita più bella,
di questi due anni con te.


Postato da: betzo alle 20:03 | commenti (2) |

giovedì, 22 febbraio 2007
Mi svegliò alla fine

  • Questa sera sono solo. Lo appunto su un foglio word tra nella confusione di una giornata finita con emozioni inaspettate. Non esattamente belle. Rileggevo qualche cosa, mille post-it sulla finestra, numeri di telefono appuntati, sensazione di aver sbagliato, di non essermi controllato, di aver esagerato. La sensazione d’essersi sbagliati è una strana amica. Io che di una strana amica ne faccio una moglie, forse è il caso che non usi questa parola. E’ una strana cosa però, mette tristezza, e mi siede nell’angolo del sentirmi inutile. Più di una sensazione, un incubo a sogni aperti. Ma passerà anche questo, è molto strano come effettivamente con lei le cose passino davvero, vengano quasi dimenticate, e si scopra nuova vita tutti, o quasi, i giorni.
    Ho abbassato le difese, e le attenzioni. Forse sono stanco o non lo so, invidio i bambini e i ragazzi dalla curiosità morbosa che si chiedono il perché di ogni sguardo. Forse questo monitor inutile che mi da i mezzi per procurarmi altra inutilità è complice di questa mia sempre più grossa mancanza.
    Forse ho gli occhi stanchi, forse non si svegliano, restano chiusi ad occhi aperti e non vedono la realtà. Chissà se ti sento stasera, magari per una volta ti chiamo, e ti precedo sul tempo. Sperando di non togliertene, di tempo.


Postato da: betzo alle 21:23 | commenti (1) |

domenica, 04 febbraio 2007
Non si possono chiudere le orecchie

Domenica sera. Di un anno, e quanti mesi. Non pensavo potesse vacillare tutto cosi, in un respiro diverso, in un senso di confusione, letto nel suono delle parole. Ero riuscito a zittire la paure che il passato ritornasse, che non fosse passato. E che io, da un momento all'altro, avessi bisogno di risposte, a domande che non ho mai voluto fare. Forse non le farò nemmeno stavolta. Non chiederò il perchè, qual'era la sensazione precisa, oltre il solito "boh, non so" di quella confusione. Starò qua. Dovevo voglio stare. Non ho visto nè sentito, non voglio sapere. Non voglio chiedermi fin dove è vero quel che vedo. Passerà. E' passato.


Postato da: betzo alle 22:06 | commenti (1) |

sabato, 03 febbraio 2007
Solita musica

I cd che sento sono tutti vecchi. Ricordi di uno che fu. Ho messo su ben harper giusto che la buona musica non passa mai di moda, io ne dovevo essere esperto. Mi tremano i vetri i piedi e il pavimento, il solito camion che passa le solite quattro mura questa cella gialla da anni e dopo tutto sto tempo ancora qui, a macinar soldi senza futuro in questo mulino a vento con la paura che cessi di soffiare e che tutto crolli, anche tu. Anche io.


Postato da: betzo alle 00:20 | commenti |

domenica, 28 gennaio 2007
Vino

Per essere un po' scontati bisognerebbe dire che a un certo punto nella vita ci si divide, che è normale, che capita, che si cresce, che ci siam passati tutti e siam tutti bravi a raccontarlo, che fa male ma poi è tutta vita.
Io non lo so di preciso ma più vado avanti più mi sembra di tornare più piccolo, più indifeso, con più stupore di fronte alle cose proprio ora che forse delle cose dovrei avere esperienza. Un processo cognitivo ribaltato al contrario. Oggi non è una bella serata. Mi trovo difronte a delle cose a cui non sono preparato.
Il mio migliore amico se ne va. E' arrivato il momento. Oddio di momenti ne sono arrivati tanti su cui fare la differenza tra quel che faccio? io e quel che fa lui però questo è l'ultimo. E cosi nel brindare alla sua svolta di vita a me è venuta solo una battuta stupida e fuoriluogo su un qualcosa del passato che non ha più alcuna importanza. E cosi che l'altro mio amico nella sua reputata e pubblicizzata ingenuità è stato molto più adulto di me e m'ha zittito.
Avrei voluto dire che mi dispiaceva. E che volevo urlarlo. Che tra quei lenti bicchieri di vino dolciastro e polpette che gli anni non han mai cambiato io mi fotografavo ogni angolo di quel monolocale dove ho speso anni della mia vita e che non sarebbe stato più niente come prima. Una frase nella sua totale scontatezza, e nella sua altrettanto pesante verità. Sarà pure inflazionata dai film ma perchè negarlo in base a delle presunte leggi della retorica. Avrei dovuto ammetterlo a me stesso davanti a tutte le persone che la mia vita l'han costruita e tentata di raddrizzarla cosi tante volte che ancora non ci rinunciano che non sarebbe stato più come prima.
E mi dispiace che arrivi un punto in questo film in cui ci si separa. Dopo i sogni comuni, dopo tutti i discorsi le sincerità e quelle cose che non diresti nemmeno a te e invece sono uscite, e sono state vissute in modo cosi splendido come non sarebbero state mai se fossero rimaste al sicuro dentro di te.
Con tutti i difetti che una persona può avere il bene che gli vuoi ti frega sempre, quando capisci che ti mancherà. E mi mancherà avere quell'approdo sempre sicuro. Non ha senso nascondere ancora l'emozione.
Ed è forse anche stupido che io lo scriva qui, ma le certezze mi fregano spesso e lo spettacolo corromperebbe il messaggio.
Buona fortuna A., comunque ti vada, ricorda sempre che qui avrai sempre un pezzo di casa.


Postato da: betzo alle 02:24 | commenti |

mercoledì, 06 dicembre 2006
Tu

Sotto il letto è rimasta molta polvere, lunghi capelli e un fazzoletto. Non ci sono più i cartoni le magie e il mio letto a dispensa. Non c'è più la valigia sulle lenzuola, l'armadio viaggiante poggiatutto pieno di regali. Sei rimasta sul bordo di una tazzina nella fretta del mattino tra le lenzuola. Il piumone è tornato a essere tale, e non una vela sui sogni, s'è agganciato alla base del letto e pretende di tenermi caldo col tuo odore. Ti aspetto dietro la porta sicuro che rientrerai da un momento all'altro, come se niente fosse stato, pulman aereo volo e chilometri altrove. Il cellulare squilla di meno, quasi scontento che rispondo. Qualcuno mi chiede chi era e io non ho più parole. Tutto ha ripreso a funzionare, dal mouse alla moka del caffè, la doccia gocciola ancora dopo che s'era ridotta per avere l'acqua calda per te.
Il tuo pigiama mi guarda, e si rende conto di essere un pigiama, e che non lo guardo più come fosse un vestito da sera da prima alla Scala. Brera si sente più sola, e non lo sai ma piove.
Betzo non dice niente, sta nelle segrete e si lamenta che chi gli da ospitalità sia un porco. Io sto qui, mangio la tua cioccolata che tra una voglia e l'altra non ti ho dato, e t'aspetto.
Non credevo m'avresti sconvolto cosi, ancora, dopo tutta questa vita.


Postato da: betzo alle 01:06 | commenti (2) |

martedì, 28 novembre 2006
Avrei dovuto

Si dovrebbe nascere già grandi. Immaturi di professione, senza incarti da incartare, senza problemi da nascondere. Cosi nati e già fossilizzati. Si dovrebbe non poter apprezzare quel che significa essere spensierati, e la felicità, per poi non soffrire quando manca. Si dovrebbe essere già sposati, nati scelti e uniti, felici di plastica e immutabili. Forse dovrebbe andare cosi, non avrei la mia sensazione di inutilità, nel sentire la tristezza altri, e di colpa, nel sentire la mia.


Postato da: betzo alle 00:49 | commenti |

domenica, 19 novembre 2006
blocco della domenica

Oggi sono uscito e non sapevo che c'era il blocco del traffico, ne sono passato comunque indenne. Da qualche tempo le domeniche sarà perchè non c'è il sole, sarà per lo smog, sarà perchè studio, sarà perchè non sono una vera pausa, sarà che sembrano più impegnate degli altri giorni, con le relative conseguenze, sarà per tutti i motivi che volete, ma fanno proprio schifo.
Domani sarà lunedi, e la stupefacente bellezza della settimana mi metterà di nuovo sotto al treno di turno.


Postato da: betzo alle 16:51 | commenti | cose superflue

venerdì, 17 novembre 2006
Si Vola

Mia madre sbatte tutt'ora la tovaglia usata per il pranzo sulla veranda nel giardino. Esce dalla porta dopopranzo e butta per terra le briciole. Tanto non sporca. Tempo qualche minuto e come nel migliore libro per bambini gli uccellini vengono a mangiarsele, o qualche formica spaurita se le porta via. Al pomeriggio, è già tutto pulito.
Qui a milano io ho la stessa abitudine. Peccato che non ce ne siano, di volatili. E nemmeno i piccioni apprezzano. Quindi dopo qualche giorno prendo la scopa, e le butto di sotto. Povere briciole.
Ah si, ho scritto ancora sul blog. vedi? forse era solo una cosa passeggera. Boh.


Postato da: betzo alle 04:00 | commenti (1) | cose superflue, girovaganze

martedì, 13 giugno 2006
Addio, arrivederci, e cose cosi'

Ho deciso di smettere di scrivere. L’ho deciso oggi, anzi ieri, mentre spaccavo i viali andando in facoltà. Non c’ho pensato molto. E’ sorto cosi, come un ispirazione, in idea, un lampo di genio, insomma quelle cose per cui mi facevo contento. Ho deciso di non entrare nell’aula accendere l’amico mac e mettere tutto per iscritto. Che poi fa un po ridere il dire che smetto di scrivere scrivendolo. Probabilmente è una cosa momentanea, altrettanto facilmente sarà invece definitiva. Queste righe le lascio qui, alla mercè di spioni amici guardoni gente semplice e fancazzisti di internet. Ho molto da fare questo periodo, e sto indirizzando la mia vita verso scommesse non facili. Con protagonisti ignari, e a volte contrari. Sono giovane e sto decidendo come se avessi quarant’anni, e forse non sono più giovane come pensavo ed è il caso di prendersi un po di questa maturità che dovrei avere. Quindi ciao a tutti, anche se da qui vuoi un po’ perché scrivo sempre meno vuoi perché c’era un mondo ma s’è disintegrato contro il tempo non passa più molta gente. Spero un giorno di riscoprire il piacere di lasciarsi andare alle parole, senza misurarle o volerle usare per nascondersi, o uno qualsiasi delle migliaia di funzioni che possono avere. Grazie di tutto, a me, a voi, a chi mi sta vicino, a chi se n’è allontanato, a chi fa su e giù, prende un caffè e poi sparisce. E’ un bello sport, fidatevi.

E giacchè rileviamo qualche dettaglio và. Mi chiamo Raffaele, ed è inutile sviolinare la semilunga lista dei miei soprannomi, anche perché il web è grande e bene o male è collegato al mio lavoro, e svaria gente che ne è coinvolta non mi piace entri nella mia vita. Anche se attraverso un blog. Vengo dalla provincia di Lecce, ma al momento sono di passaggio spero.non.stabile su milano, al politecnico, nelle serate, in rotazione sui giradischi, sulla mia sedia ikea “stefano”, su treni aerei o su uno scooter autore di questo blog, betzo. Insomma, in giro. Venerdi lo porterò a fare il tagliando. E inizierà qualcosa di nuovo anche per lui. Fondamentalmente la sensazione di poter frenare, e di averne addirittura due, di freni. Sensazione nuova, per lui. E anche per me. Anche quando non vado in scooter.

Un saluto al volo a tutti, primi fra tutti mau, tommy, anju, buffalo, landi, geck, e tutta quella gente amica e non che passa di qui e legge. Un bacio a lei, che mi sta accanto, o almeno tenta, e ai miei pensieri che non hanno mai raggiunto queste pagine. Questo non credo sia un addio, probabilmente un giorno tornerò. Chissà forse domani domani, o se davvero son bravo a sognare forte, sullo scaffale di qualche piccola libreria di quartiere. Ma questa sarà un'altra storia. E di storie qua su non ce ne sono più.


Postato da: betzo alle 22:02 | commenti (7) | visioni, insulti saltuari, cose superflue, polygonate, girovaganze